Il piacere del gioco

IL PIACERE DEL GIOCO

di Franco Rupeni

 

Di recente ho incontrato un MF spagnolo, giovane e di talento, che mi ha manifestato la sua ferma intenzione di abbandonare gli scacchi. Sorpreso, gli ho chiesto il perché. Ecco la risposta: « Il mio ego, dopo una vittoria, si sente un dio, dopo una sconfitta, un verme: lo sbalzo psicologico mi distrugge». È il patema del giocatore di scacchi, del principiante e del campione (dopo una bruciante sconfitta Aliechin scaraventò il mobilio della stanza dalla finestra…).

Un pentito illustre fu il rinascimentale Girolamo Cardano, il quale in De propria vita liber racconta: «Forse c’è niente di lodevole in me: di sicuro la passione smodata per gli scacchi e i dadi è schiettamente riprovevole. Ho giocato a scacchi per più di quarant’anni, ai dadi per più di venticinque. Tanti anni, e in ciascuno ogni giorno, mi vergogno a dirlo». Per rivelare, però, subito dopo: «Agli scacchi ho dedicato un libro con molti notevoli suggerimenti, e altri ne ho dimenticati perché mi occupavo di altre materie. So che fra le mie invenzioni che non riesco a ricostruire, c’erano otto o dieci pensate favolose, roba da angeli. Ne parlo perché, se ne vengono in mente a qualche altro scacchista (spero che càpiti), mi faccia il piacere di aggiungerle lui». (Il libro della mia vita, Luni editrice)

Le stesse ragioni dei due ex scacchisti mi hanno spinto, qualche decennio fa, a sbarazzarmi di libri e manuali e ad abbandonare il “vizio”. Ma la nostalgia delle combinazioni avventate e divertenti – assieme al piacere di conoscere luoghi nuovi ed ameni (toscani e non) – mi ha risospinto verso il gioco, quello vivo dei tornei a tempo breve, tenendomi lontano non solo dalla stressante faticaccia dei tornei a tempo lungo, ma soprattutto dalla frequentazione viziosa – questa sì – del moderno Mostro di Silicio. E così, senza sentirmi né dio né verme, posso inventare ancora qualche pensata di certo né favolosa né angelica, ma senz’altro dilettevole.

Le mie due partite seguenti, entrambe finite in parità, sono state giocate nella Finale del Campionato Italiano del Ciocco nel 1977 (!): la prima, avversario il MF Renato Cappello, è stata scelta (“La partita non è irreprensibile, in compenso è abbastanza spettacolare”) e commentata dal MI Giorgio Porreca nella rubrica scacchistica dell’Espresso, nella seconda l’avversario è il pluricampione italiano MI Stefano Tatai.

RUPENI FRANCO – CAPPELLO RENATO

1. e4, c5; 2. Cf3, d6; 3. Ab5+, Ad7; 4. Axd7+, Cxd7; 5. 00, Cgf6; 6. De2, e6; 7. c3, Ae7; 8. d4, 00; 9. e5, dxe5; 10. dxe5,Cd5; 11. a3, Dc7; 12. c4, C5b6; 13. Cc3, Tfd8; 14. Af4, Dc6; 15. Tfd1, Cf8; 16. h4! Una manovra per indebolire l’arrocco nero, usuale nelle posizioni in cui il B. possiede un caposaldo in e5. 16. …Txd1; 17. Txd1, Td8; 18. Txd8, Axd8; 19. h5, h6; 20. Cd2, Ca4; 21. Cce4!, Cxb2; Meglio 21. …Ch7 (V. diagramma 1)

diagramma 1

BIANCO: Rg1, De2, Af4, Cd2, Ce4, Pa3, Pc4, Pe5, Pf2, Pg2, Ph5

NERO: Rg8, Dc6, Ad8, Cb2, Cf8, Pa7, Pb7, Pc5, Pe6, Pf7, Pg7, Ph6

 

22. Axh6!, Da4 Se 22. …gxh6; 23. Dg4+ con attacco imparabile. 23. Cxc5 Se 23. Dg4, Dd1+. 23. …Dxa3 ; 24. Dg4, g6; 25. hxg6 Il B. ha fretta di raccogliere ma i frutti sarebbero stati più abbondanti con 25. Cde4. 25. …Cxg6; 26. Cxe6, Cd3 Tentativo disperato che coglie il B. impreparato. 27. Cxd8, Dc1+; 28. Cf1 Se 28. Rh2, Cxf2; 29. Dg5, Dh1+; 30. Rg3, De1 (*). 28. …Dxh6; 29. e6, Dh1+! Ecco cosa il B. non aveva previsto. 30. Rxh1, Cxf2+ Patta.

(*) In realtà, dopo 30. …De1 la spontanea 31. Cf3 dà la vittoria al B. perché a ciascuno dei due “scacchi doppi” 31. …Ch1++ e 31. …Ce4++ il B. risponde semplicemente 32, Rh2 ed il N. non evita la sconfitta.

RUPENI FRANCO – TATAI STEFANO

1. e4, c5; 2. Cf3, d6; 3. Ab5+, Cd7; 4. d4, Cf6; 5. e5, Da5+; 6. Cc3, Ce4; 7. Ad2, Cxc3; 8. Axd7+, Axd7; 9. Axc3, Da6; 10. d5, Ag4; 11. e6!?, fxe6; 12. h3, Axf3; 13. Dxf3, exd5; 14. Dh5+!, Rd7; 15. Dxd5, Dc6; 16. Dd3, e5; 17. 00, Rc7; 18. b4, cxb4; 19. Axb4, Tc8; 20. Tab1, Rb8; 21. Tb2, Ra8; 22. Tfb1, b6 Patta. (V. diagramma 2)

diagramma 2

BIANCO: Rg1, Dd3, Tb1, Tb2, Ab4, Pa2, Pc2, Pf2, Pg2, Ph3

NERO: Ra8, Dc6, Tc8, Th8, Af8, Pa7, Pb6, Pd6, Pe5, Pg7, Ph7

 

23. Aa5! forza il pareggio. Se 23. …Dc4; 24. Dxc4, Txc4; 25. Axb6, axb6; 26. Txb6, Ra7; 27. Tb7+, Ra6; 28. T7b6+, Ra5; 29. T6b5+, Ra4; 30. Tb6, Tc5; 31. T6b4+, Ra5 [Se 31. ….Ra3?; 32. T1b3+, Rxa2; 33. Ta4 ‡] 32. Tb8 Patta. Se 23. ….bxa5 24. Tb6, axb6; 25. Da6+, Rb8; 26. Txb6+ Patta. Se 24. …Dc7; 25. Da6, Ae7; 26. Tb7, Dc5; 27. T1b6 e il B. vince. Il B. può sacrificare i suoi pezzi perché l’Af8 e la Th8 sono fuori gioco alla casa di partenza: l’arrocco artificiale del Nero ha comportato ben quattro mosse di Re.

Nella partita che segue, avversario il MF Michele Cordara nel Campionato Italiano di serie A a Salsomaggiore nel 1984, il B. perde forzatamente la Donna.

CORDARA MICHELE – RUPENI FRANCO

1. d4, Cf6; 2. Ag5, Ce4; 3. Af4, c5; 4. f3, Cf6; 5. d5, e6; 6. e4, exd5; 7. exd5, d6; 8. c3, Ae7; 9. Ch3, 00; 10. Cf2, Ch5; 11. Ad2, Ag5 Eliminando così l’Alfiere “cattivo”. 12. Ce4, Axd2+; 13. Dxd2, f5; 14. Cg3, Te8+; 15. Rd1, Cf6; 16. c4, b5 Il Re bianco è al centro, bisogna attaccarlo. 17. Ad3, bxc4; 18. Axc4, Cbd7; 19. Cc3, Ce5; 20. Ab5 Il B. mira al Pf5. 20…, Ad7; 21. Axd7, Dxd7; 22. Dg5, Cc4; 23. b3 (V. diagramma 3). Se 23. Cxf5, Dxf5; 24. Dxf5, Ce3+

diagramma 3

BIANCO: Rd1, Dg5, Ta1, Th1, Cc3, Cg3, Pa2, Pb3, Pd5, Pf3, Pg2, Ph2

NERO: Rg8, Dd7, Ta8, Te8, Cf6, Cc4, Pa7, Pc5, Pd6, Pf5, Pg7, Ph7

 

23…, h6!; 24. Dg6, Ce3+; 25. Rd2, Te5! Il N. intrappola la Donna bianca. 26. f4, Cexd5!; 27. fxe5, Ce7 Attacca la Donna e difende il Pedone. 28. e6, Dxe6; 29. Tae1, Ce4+; 30. Txe4, Dxg6 Il B. abbandona in vista di 31. Txe7, Dg5+; 32. Te3, f4.

Se ti piace, condividi!